VAL D'ALA

 Mondrone - Ala: &                                                                 difficoltà V grado

 Ala - Chiampernotto:                                                           difficoltà VI grado

 Chiampernotto - confluenza Stura di Valgrande:            difficoltà IV - V grado

  

VAL GRANDE

 Pialpetta - Chialamberto:                                                     difficoltà V grado

 Cantoira - confluenza Stura di Ala:                                   difficoltà III - IV grado

 Dalla confluenza tra Stura di Ala e Stura di Val Grande fino alla confluenza con Stura di Viù: difficoltà IV grado

  

VAL DI VIÙ

 Mondrezza - frazione Borgo:                                              difficoltà III - IV grado

 Borgo - confluenza tra Stura di Viù e Stura ddi Valgrande: difficoltà III grado

  

BASSA VALLE

 Dalla confluenza tra Stura e Stura di Viù fino a Lanzo: difficoltà II - III grado

 Da Lanzo a Robassomero:                                                  difficoltà II - III grado

 

STURA DI VALGRANDE

 TRATTI CONSIGLIATI

Tratto di Cantoira

Imbarco: Cantoira (sopra il paese scendere dove c’è una madonnina, strada che porta alla segheria)

Sbarco: ponte di Cernesis alla confluenza con lo Stura di Ala

Lunghezza: 12 km

Grado di difficoltà: III, IV, IV+

 Punti rilevanti: 3 trasbordi obbligatori costituiti da 1 guado e 2 sbarramenti artificiali periodo favorevole: fine aprile metà giugno (a seconda dello scioglimento delle nevi o eventuali piogge). Molto meno pendente e quindi meno impegnativo rispetto ad Ala, lo Stura di Valgrande merita sicuramente una discesa in quanto regala un’entusiasmante pagaiata tra continue e manovriere rapide che con buon livello arrivano al IV, IV+ grado di difficoltà. Da prestare particolare attenzione dopo circa 2 km dove si incontra un guado costruito con grossi tubi; al laghetto di Bruschi (3° km) dove si incontra il 1° sbarramento artificiale (trasbordo a sinistra) ed infine a Mezzenile (km 8 circa) al 2° sbarramento artificiale (trasbordo a destra). Il resto della discesa non presenta particolari passaggi e consente di scendere sempre a vista divertendosi in un continuo scouting. I più esperti possono anche scendere con le canoe da rodeo, ma particolari punti per giocare, non ce ne sono.

Tratto delle due confluenze

Imbarco: ponte di Cernesis alla confluenza con lo Stura di Ala

Sbarco: ponte di Traves (confluenza con Viù)

 La portata aumenta notevolmente grazie all'apporto di Ala. Slalom tra massi ciclopici e grossi buchi d'acqua, effettuabile scendendo a vista facendo un attento scouting dalla canoa.  Grande buco d'acqua sotto il ponte di Mezzenile.

Sotto l'abitato di Pessinetto sbarramento poco visibile (fortunatamente segnalato da uno striscione appeso ad una passerella): trasbordare assolutamente (a dx oppure a sx).

Da lì allo sbarco tutto a vista con grande volume d'acqua e grandi onde, divertentissimo.

 

 

STURA DI ALA

 TRATTO CONSIGLIATO

imbarco: Mondrone

sbarco:Ala di Stura

lunghezza: 4/5 km

grado di difficoltà: IV,V,V+,X

 Punti rilevanti: molto cambiato ultimamente quindi si consiglia d’ effettuare una continua ispezione. Periodo favorevole: fine aprile metà giugno (a seconda dello scioglimento delle nevi o eventuali piogge) indirizzi utili: tel. dell’ organizzazione raduno 0360-445949.Non bastano semplici parole per descrivere cosa si prova a scendere questo magnifico torrente. Sulla strada dell’imbarco vale la pena deviare su la destra per una passerella di legno dove si rimane affascinati alla vista del salto del Mondrone, difficilissimo passaggio di VI costituito da un primo salto con grosso ritorno seguito da una cascata di 9m. circa su controroccia finale. Subito dall’ imbarco inizia un continuo slalom tra grosse pietre con una pendenza non indifferente che caratterizza la tipologia di fiume alternando queste impegnative rapide a difficili passaggi che spesso meritano un’ispezione da terra. La rapida della passerella, il passaggio chiamato “candeliere” e tanti altri punti rilevanti di questa entusiasmante discesa non possono essere descritti nei dettagli causa spazio, ma bisogna tenere in considerazione che questa discesa e’ riservata a canoisti veramente esperti e gruppi affiatati in quanto raggiunge delle notevoli difficoltà sia tecniche che emotive. Soprattutto chi abituato a scendere gli stretti torrenti dell’ Appennino rimarrà impressionato dalle caratteristiche di questo torrente : grossa pendenza su un letto largo , rapide lunghe, passaggi continui. Nulla di impossibile ma che lascerà un ricordo piacevole solo se affrontato con una giusta preparazione. Credo, per chi fosse intenzionato a discenderlo per la prima volta, che il raduno sia l’occasione migliore in quanto troverete numerosi canoisti che conoscono bene il fiume e disposti a scenderlo in vostra compagnia. Inutile consigliare di non fare gli eroi imbarcandosi senza esserne convinti anche se c’è la possibilità di abbandonare a metà la discesa grazie varie mulattiere che costeggiano le sponde. Da notizie di canoisti locali che recentemente hanno disceso questo tratto, ho saputo, causa la disastrosa piena avvenuta durante l’ alluvione dello scorso autunno, che alcuni punti sono cambiati radicalmente. Molte bellissime rapide e passaggi sono diventati al limite della navigabilità, si consiglia quindi anche a chi già conosce i punti chiave, una continua ispezione da terra.

  

STURA DI VIÙ

 TRATTO CONSIGLIATO

Imbarco: alla centrale di Mondrezza

Sbarco: ponte di Traves lunghezza: 10 km

Grado: III, IV

Punti rilevanti: dopo 3-4 km dalla partenza un grosso masso al centro-destra del fiume crea un passaggio incavato e nicchiato sulla destra: passare a sinistra dopo averlo visionato in quanto il passaggio a sinistra è sempre un po’ sporco

Periodo favorevole: fine aprile metà giugno (scioglimento delle nevi o eventuali piogge)

Divertentissimo torrente che consente di pagaiare per diverse ore, alternando spumeggianti rapide, mai troppo impegnative, a simpatiche onde o buchi dove fermarsi a “giocare".

Si consiglia quindi, ad i più esperti, la discesa con canoe da rodeo.

Per i meno esperti è sicuramente un tratto da fare per avere i primi approcci con l’acqua bianca, ma sempre accompagnati.